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Cantiere

CantierePer le unità immobiliari utilizzate in modo promiscuo dai professionisti, cioè in parte ad uso abitativo e in parte ad uso professionale, vige nel nostro ordinamento il principio generale che ogni spesa relativa a tali unità è deducibile al 50%, a prescindere dalla dimensione dei locali destinati ai diversi usi.

Su questo tema l’Agenzia delle Entrate si è espressa diverse volte in passato, con riferimento a detrazioni fiscali diverse dal Superbonus 110% (risposta n. 570 del 9 dicembre 2020, risposta n. 65 del 28 gennaio 2021, risposta n. 122 del 22 febbraio 2021, risposta n. 198 del 22 marzo 2021).

L’attuale posizione dell’Agenzia delle entrate

Recentemente, con la risposta all’interpello n. 919-173/2021, l’Agenzia ha ribadito la propria posizione, sottolineando che l’art. 119, comma 9, lettera b) del D.L. 34/2020 esclude dal Superbonus 110% gli interventi effettuati dalle persone fisiche nell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, ed arrivando così a concludere che per gli immobili ad uso promiscuo, il superbonus 110% spetta sulla metà della spesa sostenuta, anche qualora le spese siano pagate dall’altro coniuge senza partita Iva.

Tuttavia, nell’interpello n. 919-173/2021 l’Agenzia richiama la propria Circolare n. 24/E del 2020, che al paragrafo 1.2 prevede, fra l’altro “La norma stabilisce, inoltre, che tale limitazione riguarda esclusivamente gli interventi realizzati «su unità immobiliari», in quanto i soggetti titolari di reddito d’impresa e gli esercenti arti e professioni possono fruire del Superbonus in relazione alle spese sostenute per interventi realizzati sulle parti comuni degli edifici in condominio, qualora gli stessi partecipino alla ripartizione delle predette spese in qualità di condòmini. In tal caso, la detrazione spetta, in relazione agli interventi riguardanti le parti comuni, a prescindere dalla circostanza che gli immobili posseduti o detenuti dai predetti soggetti siano immobili strumentali alle attività di impresa o arti e professioni ovvero unità immobiliari che costituiscono l’oggetto delle attività stesse ovvero, infine, beni patrimoniali appartenenti all’impresa.”.

In conclusione…

Ferma restando la verifica di tutti gli altri requisiti previsti dalla normativa vigente, il contribuente:

  • per le spese sostenute sull’unità immobiliare di sua proprietà, potrà portare in detrazione fiscale solo la metà delle spese sostenute, prescindendo dalla distinzione fra interventi trainanti e trainati;
  • per le spese sostenute sulle parti comuni dell’edificio in cui è localizzata l’unità immobiliare di sua proprietà, potrà portare in detrazione l’intera spesa sostenuta.

Lo spostamento in altro luogo della sede dell’attività professionale nel caso sub 1) può risolvere il problema, a patto che risulti avvenuto in data antecedente all’inizio dei lavori. Nel caso sub 2), invece, lo spostamento dell’attività professionale presso altro luogo non è necessario.

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